Campidoglio

“I consiglieri capitolini smettano di finanziare il proprio bacino elettorale con la manovra d’aula”. I radicali scrivono ai consiglieri del PD

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Care compagne e cari compagni Democratici,
dopo anni in cui a Roma è stato difficile per il Consiglio comunale, e persino per il Parlamento, conoscere la reale entità del debito della Capitale e l’attività della Gestione commissariale, nell’aprile scorso il commissario Massimo Varazzani ha depositato una relazione in cui, oltre a registrare la riduzione del disavanzo di oltre 13 miliardi, ha indicato come necessario l’aumento del contributo di almeno altri 200 milioni l’anno. Come sapete, già oggi molti servizi essenziali per disabili e anziani sono stati sospesi a causa della mancanza delle risorse destinate nei municipi. Una situazione di sfascio che impone di rompere una volta per tutte con i metodi e le logiche del passato.
Toccherà pagare il conto ai romani, con un nuovo aumento dell’Irpef, o a tutti gli Italiani, con un trasferimento del debito capitolino direttamente nel debito pubblico statale.
In questa drammatica situazione, a poche ore dalla discussione sulla delibera principale del bilancio di Roma Capitale, non abbiamo ancora la certezza di essere riusciti, con la denuncia di Riccardo Magi, consigliere Radicale eletto nella lista civica Marino, a interrompere la pratica della “manovra d’aula”, con cui i consiglieri distribuiscono fondi sui ”propri” territori. Un obolo ragguardevole, che ha raggiunto l’ultima volta, secondo Sergio Rizzo, le dimensioni di 15 milioni di euro.
Le cifre in oggetto – come raccontano diverse testimonianze e lo stesso articolo sul Corriere della Sera – “vengono raggruppate in un maxi-emendamento di giunta o di commissione Bilancio (i termini per la presentazione dei singoli consiglieri sono scaduti) e poi destinate attraverso gli assessorati”. È così che da anni ogni consigliere può continuare a finanziare il suo bacino elettorale, truccando di fatto il gioco democratico e impedendo, anche agli altri candidati dello stesso partito, una reale competizione elettorale.
L’appello che vi rivolgiamo, in quanto prima forza politica di Roma e in quanto compagni democratici, è di aiutarci a dare seguito alla più importante promessa del sindaco “cambiamo tutto!”, chiedendo innanzitutto ai vostri consiglieri comunali di non fare come l’orchestra sul Titanic, che continua a suonare mentre la nave va a sbattere.
Su tutti i comuni e le regioni si ripercuote la crisi nazionale, ma al contempo i comuni e le regioni, con la loro gestione, producono debito e crisi erogando servizi di un livello inaccettabile. Se quindi i consiglieri continueranno a utilizzare lo strumento della manovra d’aula per finanziare attività – alcune magari anche lodevoli – a loro discrezione, sarà impossibile cambiare modo di fare politica ed evitare di portare il Comune e la città al naufragio.
Ora Magi rischia l’isolamento politico, nonché umano da parte di quei colleghi – certamente non tutti – più inclini al “così fan tutti”. Interrompere l’ennesima prassi spartitoria di risorse pubbliche in seno alla politica comunale, regionale e nazionale è un dovere innanzitutto morale di chi voglia davvero dirsi democratico, soprattutto nell’attuale situazione di grave default economico e in un momento storico in cui le campagne elettorali e le dichiarazioni dei candidati alle cariche istituzionali sono ricolme di virtuosi richiami alla trasparenza, all’onestà, alla legalità, per poi concretizzarsi in vecchie, sedimentate pratiche di malagestione del denaro pubblico e di autofinanziamento che negano questi principi.
In molti vi risponderanno – come hanno già fatto – che è “da sempre” nelle loro prerogative di consiglieri comunali. È nelle vostre, nostre prerogative, chiedere che ci si renda conto della situazione e finalmente si cambi.
Paolo Izzo, segretario di Radicali Roma
Gionny D’Anna, tesoriere di Radicali Roma

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