Roma

Grande partecipazione al Focus Libertas “Team Sport: quale futuro nello sport italiano”

Sono tante le problematiche legate agli sport di squadra emerse al Focus “Team Sport – quale Futuro nello sport italiano”, che si è tenuto il 4 dicembre, organizzato dal Centro Regionale Libertas del Lazio, nato dalla sapiente regia del Presidente, Dott Vincenzo Corso, e che ha visto la partecipazione di oltre 100 tra dirigenti e sportivi

Alla Presenza del Presidente del Coni Regionale del Lazio Dott. Riccardo Viola, del Presidente del CNS Libertas Prof. Luigi Musacchia e dei presidenti di buona parte delle federazioni sportive nazionali, con la presenza del giornalista sportivo Luca Pelosi in qualita’ di moderatore, si è parlato di quanto gli sport di squadra possano svolgere una funzione sociale, oltre che di aggregazione e di integrazione dei giovani e meno giovani,( soprattutto alla luce della realtà di questi ultimi giorni); di come possano essere fondamentali nella lotta al cosidetto drop out, l’abbandono del percorso di studi, ma anche di come, nonostante la loro importanza nel panorama della società, trovino continui ostacoli al loro sviluppo

Primo fra tutti la mancanza di impianti sportivi di cui le società sportive possano usufruire senza dover affrontare esorbitanti costi di gestione: un problema che affligge soprattutto le piccole società o le squadre degli sport meno conosciuti e non corteggiati dai media e che pertanto non ricevono contributi o finanziamenti, se non dalle quote associative. Un maratoneta ha innumerevoli spazi per allenarsi, gli basta una strada. Ad una squadra serve un campo, un palazzetto una struttura

Nelle parole di Roberto Tavani della Segreteria Particolare Presidente Regione Lazio, un lume di speranza per l’impegno della Regione ad investimenti e progetti dedicati allo sport a cui è seguito anche nell’intervento del Prof Musacchia, presidente nazionale del CNS Libertas, il richiamo a questa tematica.

Proprio la necessità di impianti sportivi in cui praticare uno sport di squadra, soprattutto in quei comuni che maggiormente stanno subendo la crisi economica, risulta essere l’ostacolo maggiore all’attività sportiva. Pertanto diventa fondamentale il ruolo dell’associazionismo di base in queste realtà, poiché “…Le piccole società svolgono l’importante compito di mettere la pulce nell’orecchio alle istituzioni locali, il sindaco, la giunta comunale ecc, segnalando e reclamando l’uso di quelle strutture fatiscenti e in disuso che potrebbero essere recuperate, con l’impegno anche economico dell’associazione ma con la possibilità di poterne avere la gestione e restituendo l’utilizzo l’impianto a tutta la comunità”

Appare pertanto indissolubile il legame tra il mondo dello sport le istituzioni e la politica, poichè senza una legislazione attenta alle necessità delle associazioni sportive, e senza delle politiche mirate e specifiche, tutto lo sport ma quello squadra in particolar modo, rischia di veder vanificati gli sforzi compiuti ogni giorno per lo svolgimento delle varie attività.

Un Politica attenta alle esigenze di coloro che dovranno poi esprimere il proprio consenso, non puo’ prescindere dalla cura e conservazione del benessere di ogni singolo cittadino.

Il recupero e l’ammodernamento degli impianti sportivi fatiscenti o abbandonati, non puo’ essere trascurata da un programma politico che sia orientato alla centralità del cittadino e delle sue esigenze formative, aggregative e socializzanti e soprattutto di tutela della salute, con evidenti e conseguenti benefici a favore della spesa pubblica.

Dallo studio di Youth Panel 3.0, associazione rappresentata in questa occasione da Federica Vitale, emerge chiaramente che “…Se diminuiscono i costi del servizio sanitario, se si riesce a valorizzare le città con l’organizzazione di grandi eventi sportivi, se si svolgerà una azione prioritaria a sani stili di vita, il risultato non potrà che essere un cittadino piu’ felice”.

Infine è importante sottolineare l’importantissimo ruolo che puo’ avere la pratica di uno sport di squadra nel recupero di quei soggetti cosidetti “a rischio” o emarginati, che sono la spina nel fianco delle nostre periferie. Questo obiettivo è stato ampiamente raggiunto dal progetto “Calcio Sociale” che si è svolto nel difficile quartiere di Corviale a Roma, e di cui ha presentato una commovente testimonianza Massimo Vallati Responsabile del Centro Sportivo “Osaka”, triste bersaglio di recenti atti di vandalismo volti con insuccesso a bloccare il progetto stesso.

Un progetto che, attraverso il calcio, ha saputo esaltare sia i valori dello sport, sia superare le differenze di genere, sia rivalutare i valori della famiglia dell’amicizia e della solidarietà.

Di altrettanta importanza gli interventi di Marco Giunio De Sanctis Segretario Generale CIP, di Bruno Ruscello Università di Roma Tor Vergata, DI Gaetano Laguardia Vice-Presidente Nazionale FIP, di Fabio Pagliara, Segretario Generale FIDAL, a cui va un particolare ringraziamento per la partecipazione al focus, visti i problemi che hanno travolto la FIDAL e relativi a presunti eventi di doping, oltre a Claudio Martinelli Presidente Provinciale Roma FIPAV, Gianni Rossi, Executive Board EHF ,Ermanno Silvano Chairman dell’ Umpiring Committee IHF.

Hanno infine concluso i lavori Paolo Sarnari e Stefania Lella ,Hockey Femminile Libertas San Saba, che hanno testimoniato come il progetto “Hockey Non Solo” abbia contribuito in questi pochi anni dalla sua nascita, alla diffusione e alla valorizzazione dell’importanza del Gioco nell’educazione e sviluppo della personalità dei ragazzi, portando l’Hockey nelle scuole primarie e secondarie.

Tanto lavoro è stato fatto, e tanto ce n’è ancora da fare affinchè gli sport di squadra possano svolgere il proprio ruolo fino in fondo, e cio’ potrà avvenire non solo grazie alla passione comune a tutti i partecipanti di oggi e a tutti coloro che a titolo “volontario” dedicano ogni giorno buona parte della loro vita a questa attività, ma anche e unicamente attraverso la collaborazione di tutte le istituzioni.

Se, come dice anche il nostro premier la cultura è segno distintivo di una società sana e in continua evoluzione ed è l’unica arma contro chi vuole invece distruggerla e distruggerci, ricordiamoci che anche lo sport è cultura!

Giulia Candelori

Vicepresidente Libertas Roma

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