Campidoglio

Giunta, i rebus di Ignazio Marino: tecnici, parità di genere e Manuale Cencelli

Sembrano lontani i festeggiamenti per la conquista del Campidoglio. All’ordine del giorno c’è la formazione della giunta e i continui rinvii fanno immaginare l’arduo compito che Ignazio Marino stia affrontando in queste ore. Secondo alcune dichiarazioni, la prima proposta di giunta verrà presentata nella giornata di domenica.

Il rifiuto di alcuni tecnici, da un lato, e la fame dei partiti, dall’altro, iniziano a rendere chiaro al titolare del Campidoglio quanto sia dura guidare un’amministrazione comunale. Aggiungiamo anche il rispetto del principio della parità di genere che, alla luce dei nomi circolati nei giorni scorsi, non verrebbe rispettato esponendo Marino al rischio di una smacco cocente.
Il passo indietro di due tecnici di livello come Giovanni Legnini (indicato per la delega al Bilancio) e Marino Sinibaldi (destinato alla Cultura) ha rappresentato una doccia fredda per il sindaco che adesso è costretto a correre ai ripari. Per la Cultura circola il nome di Marco Lodoli, ma è un’ipotesi che rimane priva di conferme ufficiali.
E poi ci sono le pretese dei partiti. E qui non si scherza.

Il PD vorrebbe cinque assessorati e la Presidenza dell’Assemblea. Marino, da par suo, è pronto a dare ai democrat 3-4 caselle in giunta e la presidenza dell’Assemblea o la poltrona di vicesindaco.
Tramontata l’ipotesi di Giulia Tempesta, appoggiata dai Giovani Turchi, ancora in auge rimane la candidatura di Michela Di Biase di Area DEM per la poltrona di vicesindaco. In alternativa pronta la deputata renziana Bonaccorsi. E qui sorge spontanea una domanda: come mai per la corrente di Matteo Renzi è necessario ricorrere ad una parlamentare quando in Consiglio Comunale siede Valentina Grippo?

Confermati, intanto, i 4 nomi dei democratici per la giunta capitolina: Masini alla Scuola, Ozzimo ai Servizi Sociali, Foschi allo Sport e Mirco Coratti alla Presidenza dell’aula. Per mantenere il principio della parità di genere, invece, sono spuntati nelle ultime ore i nomi di lady preferenze Estella Marino all’Ambiente e Alessandra Cattoi, storico braccio destro del sindaco, per la delega ai Rapporti Istituzionali. Ciò, tra l’altro, permetterebbe l’ingresso nell’Assemblea Capitolina di Maurizio Policastro (Popolari), Ilaria Piccolo (Area Ciani) e Marco Palumbo (vero pallino di Nicola Zingaretti e dell’area che a lui fa riferimento).

Confermate, per il momento, le voci che vedono Pancalli agli stili di vita e Giovanni Caudo all’Urbanistica. Sono una novità, invece, i nomi di Domenico Giraldi, giovane turco e vicesegretario del PD Lazio, e l’ipotesi di Lorenzo Parlati o Roberto Scacchi di Legambiente per la Mobilità.

Nonostante l’incontro di oggi, inoltre, rimangono agitati i rapporti tra Marino e il partito Sinistra Ecologia e Libertà. Delle due deleghe attese dal partito di Vendola, sembrerebbe sicura per adesso soltanto quella di Luigi Nieri ai Lavori Pubblici, mentre si parla poco ormai di Gemma Azuni al Personale.
Nelle scorse ore i delegati di SEL, tra cui Smeriglio e Torricelli, hanno incontrato il sindaco in Campidoglio. A detta di Marino, l’incontro “è andato benissimo”.  Al termine del vertice Torricelli ha dichiarato che “entro domenica sarà pronta una prima bozza della giunta” e che il primo cittadino sta lavorando “per trovare profili tecnici di alto profilo e garantire un equilibrio complessivo tra le forze politiche di centrosinistra”. Secondo alcuni retroscena, la delegazione di SEL avrebbe confermato la disponibilità di Luigi Nieri e Gemma Azuni, con la speranza che Marino affidi al partito di Vendola le due caselle inizialmente previste.

L’impressione delle ultime ore è che l’arduo compito di Ignazio Marino si stia arenando dinnanzi alle secche della partitocrazia e della spartizione delle poltrone secondo i dettami del Manuale Cencelli. E nonostante il chirurgo genovese tenti di smarcarsi da una morsa che potrebbe diventare sempre più stringente nelle prossime ore, dall’altra parte rimane l’attesa spasmodica dei partiti di vedere soddisfatte tutte le loro richieste.

A Gasbarra e Patanè, Marino aveva promesso la prima bozza entro oggi. La data è slittata ancora e i democrats potrebbero non gradire.
Restano, ancora, molti nodi al pettine e in questo modo viene offerto il fianco all’opposizione per avanzare critiche e sospetti: “Marino temporeggia in balia dei dubbi e delle incombenze dei suoi compagni di partito, mentre Roma è ferma e attende interventi immediati” dichiara il consigliere PDL Cantiani. “Marino spieghi perché non è in grado di chiudere una squadra di governo per affrontare subito argomenti chiave come il bilancio. Roma e tutti i cittadini meritano risposte e concretezza. Invece di pensare alle biciclette, ai caschetti e agli zainetti – conclude Cantiani – Marino si ricordi che governa Roma”.

Sarebbe necessario, adesso, uno scatto di reni del primo cittadino volto a rimettere al primo posto la meritocrazia, le competenze e la parità di genere, tenendo a bada coloro i quali chiedono una divisione parsimoniosa e col bilancino delle deleghe che infilerebbe Marino nel circolo vizioso della più vetusta e fallimentare partitocrazia.

di LUCIO LUSSI

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