Municipi

Ferrari replica a Palmieri: “Mi hanno infangato ma non sono un delinquente. Giammarco faccia il presidente. Da luglio sarò in Consiglio”

 

 

Eleggibile o ineleggibile? A pochi giorni dal voto, al Seggio centrale è scoppiato il caso-Ferrari, primo degli eletti con 1105 preferenze nella lista del PD del V Municipio ma dichiarato ineleggibile per “un’errata interpretazione della legge”, dice lui. In un’intervista al Monitore, Giammarco Palmieri, presidente del V Municipio, aveva ricostruito la vicenda, dichiarando che “se i fatti fossero stati noti prima del voto, Ferrari non sarebbe stato candidato”. Palmieri, oltre a confermare la massima vigilanza sugli aspetti giudiziari, aveva ammonito il PD di “prestare attenzione per non mettere a repentaglio la credibilità del partito”. Mauro Ferrari replica a muso duro: “Ho pagato il mio conto con la giustizia per un reato finanziario che, tra l’altro non ho neanche commesso. In passato era l’amministratore di un’azienda l’unico responsabile, adesso fortunatamente ci sono altre figure che hanno acquisito responsabilità. In quel caso io ho pagato per un errore del mio commercialista in una dichiarazione. Non sono un delinquente. Pamieri faccia il presidente, per quanto mi riguarda ho fatto ricorso e sarò in Consiglio già da luglio”.

Intervista di LUCIO LUSSI

 

Ferrari, come mai non è stata convalidata la sua elezione in Consiglio Municipale?

“A causa dell’interpretazione sbagliata di una legge. La normativa del dicembre 2012 parla di ineleggibilità per pena non inferiore a due anni. Io sono stato condannato esattamente a due anni e quindi sono candidabile ed eleggibile. Se avessi avuto una condanna a due anni e un giorno l’interpretazione del magistrato sarebbe stata corretta”.
Quindi è tutto un errore?
“Sono stato condannato per un reato finanziario relativo alla mia impresa di costruzione e risalente al biennio 1999 – 2000. Reato, tra l’altro, non commesso da me personalmente. In passato era l’amministratore di un’azienda l’unico responsabile, adesso fortunatamente ci sono altre figure che hanno acquisito responsabilità. In quel caso io ho pagato per un errore del mio commercialista in una dichiarazione. Avevo 35 anni ed è una condotta che non riguarda minimamente il mio operato di consigliere o assessore municipale.

Ci tengo a precisare che nel mio casellario giudiziale è presente un beneficio, “la non menzione” del reato e il divieto di utilizzare dati personali e giudiziari. Nonostante questo, il giorno in cui sono stato dichiarato ineleggibile Palmieri aveva diffuso la faccenda alla mercè di tutti, dimostrando di non aver letto minimamente le disposizioni del certificato”.

Ha presentato ricorso?

“Certamente. L’iter al TAR è molto veloce e a luglio sarò in Consiglio municipale”.

Come saranno i rapporti con il presidente del Municipio?

“Rispondo con un esempio: non è possibile perdonare la moglie che tradisce la tua fiducia. E allo stesso modo io sono stato tradito. Avrei preferito trovare una soluzione con Giammarco, magari all’interno della Federazione, ma con molta superficialità e nonostante il divieto di diffusione dei dati personali sulle pene, il rappresentante di lista presente al Seggio Centrale ha “diffuso” la notizia. Palmieri ci ha messo del suo non leggendo attentamente il casellario giudiziale e la “non-menzione” del reato e il danno è stato compiuto. Vedremo poi, al mio rientro in Consiglio quali conclusioni prendere. Ci tengo a precisare che non si sta parlando di Toto’ Riina ma di un ragazzo che ha sbagliato, è stato condannato e ha pagato per il suo errore. Si tratta di reati finanziari fraudolenti perché è presente la frode allo Stato, ma non sono un delinquente”.

Palmieri ha parlato del rischio per il PD di perdere credibilità…
“Non so quale sia il problema di Palmieri, pensa di chiedere il casellario giudiziale a tutti i senatori, deputati e consiglieri regionali del Pd? La legge mi protegge con la “non menzione” della pena, pertanto non sono tenuto a rendere pubbliche le questioni personali. Nessuno può farmi la morale. Se Palmieri, poi, si sente il paladino della giustizia e mi reputa un pregiudicato non sono problemi miei”.
Conferma che gli accordi tra lei e Palmieri prima del voto erano soltanto programmatici?
“E’ stata l’unica risposta precisa fornita da Palmieri alla vostra intervista. Ho sempre creduto di fare squadra, anche se ero convinto di battermi con Giammarco per fare il presidente di Municipio. A qualcuno ha dato fastidio il mio ritiro e come al solito ci sono state tante chiacchiere. C’è stato soltanto un accordo programmatico per amministrare due territori di 130 mila abitanti”.

Nel PD locale qualcuno sapeva e ha taciuto?
“Si tratta di notizie riservate. Nessuno ha taciuto perché nessuno ne era a conoscenza. Alla festa in onore dell’elezione di Giammarco organizzata a Largo Agosta, un personaggio del PD mi ha detto che la mia presenza in piazza era inopportuna. Non ho capito dove fosse il problema. Alle primarie Giammarco ha vinto con i miei voti ed è diventato presidente anche con i miei voti. Non sono stato un delinquente in passato e non lo sono adesso. Il mio errore può capitare a tutti”.
Nei giorni scorsi era circolata la notizia che altri tre consiglieri municipali eletti con il PD avessero problemi con la giustizia. Palmieri, dopo opportune indagini, ha smentito questa evenienza

“Giammarco sbaglia ancora. Pensi a fare il presidente e sono convinto che farà bene. Non può fare contemporaneamente il presidente e il magistrato. Non ha la competenza per analizzare atti giuridici a lui non dovuti. Se il magistrato ha dichiarato Tizio e Caio eleggibili, a lui deve bastare. Prima di parlare studi bene le leggi.

I reati di questi tre consiglieri non interessano a nessuno, e allo stesso modo non interessa a nessuno il mio reato. Hanno voluto soltanto gettare del fango su di me, ma rimango sempre il “numero uno”. Sono un po’ come la Juventus: la squadra più odiata ma con il maggior numero di tifosi”.

 

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