Roma

“E’ una grande festa di popolo”. La Festa dell’Unità di Roma raccontata dai protagonisti

 

 

“La Festa dell’Unità di Roma è un grande successo inaspettato”. Mancano pochi giorni alla fine della Festa ed è tempo di bilanci. Gli organizzatori democrats sono entusiasti, guardano i dati sull’affluenza di militanti, simpatizzanti e cittadini comuni e sembrano quasi non crederci. Ancora più sereni sono quando si parla dei volontari, dopo i timori scatenati dal dibattito che ha anticipato l’avvio delle serate di Parco Schuster, Garbatella. Una fetta della base ha incrociato le braccia di fronte alle scelte strategiche della dirigenza nazionale del PD ma una fetta altrettanto consistente ha garantito entusiasmo e partecipazione come in passato.

 

Di LUCIO LUSSI

 

“I volontari sono tantissimi e stanno facendo un ottimo lavoro – dichiara Daniele Palmisano, organizzatore della Festa -. Ogni sera forniscono un supporto encomiabile”.
Sulla stessa lunghezza d’onda Carlo Cotticelli, responsabile politico e vero deus ex machina della Festa di quest’anno: “Nonostante qualche timore della prima ora, c’è stata una grande partecipazione dei volontari. Colgo l’occasione per ricordare che domenica 28 luglio alle 13.30 è in programma il pranzo di ringraziamento a tutti loro. L’invito è rivolto anche ai fornitori e ai giornalisti. Vogliamo riprendere la tradizione di quella magnifica festa che fu fatta dalla famiglia Cervi il 25 luglio del 1943 quando si diffuse la notizia della caduta di Mussolini. Faremo una grande tavolata che ricorderà quell’evento”.

Un altro timore era dovuto alla nuova location, dopo l’impossibilità di utilizzare gli spazi di Caracalla a causa di un colpo di coda (una delibera ufficiale) della giunta Alemanno. A quattro giorni dalla fine della festa il bilancio è estremamente positivo e anche la scelta di Parco Schuster si è dimostrata particolarmente azzeccata.

“Abbiamo scommesso su Parco Schuster e tutta la cittadinanza ha risposto molto bene”, ammette Palmisano. “A Parco Schuster c’è un clima migliore rispetto alle edizioni di Caracalla – dichiara Iano Crivaro, membro della Direzione regionale del Pd e responsabile comunicazione della Festa – un clima molto più rilassato nonostante le decisioni dei vertici nazionali. Abbiamo ricevuto, inoltre, molti apprezzamenti sulla scelta della location, che quest’anno è tutta in piano e quindi più accessibile per i disabili e i passeggini. Anche gli allestimenti sono ottimi”.

Molto probabilmente l’orizzonte dei democratici ha più ombre che luci, e poi ci sono tutti i bocconi amari mandati giù dai militanti in questi mesi, dal governo delle larghe intese, allo stop ai lavori e infine al salvataggio di Alfano, ma tutto questo non sembra aver influito sull’esito della manifestazione organizzata alla Garbatella.

“Le critiche nei confronti dei vertici non mancano com’è giusto che sia in un partito in cui il dialogo e il confronto rimangono una parte fondamentale – argomenta Daniele Palmisano – ma abbiamo registrato un’alta partecipazione di militanti, simpatizzanti e cittadini”.
A rincarare la dose interviene Cotticelli: “Non mi aspettavo un risultato del genere. E’ stata una grande festa di popolo. Considerate le aspettative con cui si era aperta la festa sono molto soddisfatto”. E i malumori della base? “Seppur con qualche malumore e criticando i vertici nazionali, la base c’è sempre stata. E’ questa la grande forza del Partito Democratico di Roma, un partito che ha una risorsa immensa in queste persone che si mettono puntualmente in gioco e ci mettono la faccia”.

Un ulteriore successo è quello relativo all’organizzazione dei dibattiti. “All’inizio abbiamo avuto qualche difficoltà a riempire il calendario – spiega Iano Crivaro – ma adesso non abbiamo un solo spazio libero e ogni giorno ci sono almeno tre dibattiti. Alla fine della festa il calendario conterrà oltre 100 dibattiti e circa 150 eventi”.

Ultimo risvolto della Festa dell’Unità 2013 è la partecipazione dei big democrats. Ignazio Marino, Massimo D’Alema, Dario Franceschini, Pierluigi Bersani e via seguendo tutti gli altri leader del Partito Democratico hanno incontrato un’accoglienza calorosa. L’ex segretario è stato accolto addirittura dallo slogan “Un segretario…c’è solo un segretario!”.
Alcune assenze, però, lasciano perplessi. E se per il premier Enrico Letta può valere la giustificazione degli impegni istituzionali, questa scusa vale un po’ meno per il presidente della Regione Nicola Zingaretti, grande assente da Parco Schuster. “Sull’assenza di Zingaretti non c’è alcuna questione politica – chiarisce Cotticelli -. Dopo i disastri della Polverini è molto impegnato in regione e non ha tempo per intervenire alla Festa dell’Unità”.

 

 

 

 

 

By