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Direzione PD e Tor Sapienza: il venerdì nero di Marino

La Direzione romana del PD processa Sindaco e Giunta. Nel frattempo lui va a Tor Sapienza e viene duramente contestato.

 

E’ ormai crisi nera in Campidoglio e i principali accusati sono il sindaco ed il suo “cerchio magico”.

Una Direzione aperta da un Cosentino apparso rassegnato e sotto tono che punta l’attenzione sui recenti accadimenti di Tor Sapienza (il sindaco è stato duramente contestato dai cittadini) seguito subito dopo dagli interventi del Segretario del Circolo PD e dall’Assessore ai Servizi Sociali del Municipio V.

Ma poco dopo inizia il “processo” al Sindaco e alla sua squadra in un crescendo duro e serrato che inizia con numerose richieste di “azzeramento della Giunta e delle deleghe” e termina con una esplicita dichiarazione “o Marino cambia o si vada subito al voto”.

Un venerdi nero per il primo cittadino di Roma iniziato in mattinata con un’agenzia rilasciata dalla battagliera Consigliera Michela Di Biase che lo strigliava cosi in Commissione Politiche Sociali: “In questo momento era necessaria la presenza del Sindaco a Tor Sapienza. Il Sindaco doveva andare in quel quartiere e stare al fianco delle brave persone. Mi chiedo come mai non sia ancora andato”.

Il venerdì di Marino è proseguito con la decisione di raccogliere l’invito della Di Biase a recarsi a Tor Sapienza in compagnia del Presidente del Municipio, Giammarco Palmieri. Pessima accoglienza per i due: fischi e urla con gli epiteti “buffoni e pagliacci” li costringevano a trovare rifugio in un bar scortati dalle Forze dell’Ordine.

Nel frattempo la Direzione del PD romano, riunita al Nazareno continuava il processo. Interveniva l’ex Capogruppo Francesco D’Ausilio che tuonava: “Il sindaco è ormai in confusione, si cambi passo, si cambino anche tutti gli assessori, se necessario, ma si dica basta a questo stillicidio”.

Proseguiva una scatenata Michela Di Biase: “Marino è il più grande gaffeur della storia e io non ci sto a farmi mettere sotto e a farmi prendere in giro dall’opposizione per le sue imprese. Mentre Roma era in emergenza lui si trovava a Milano, mentre lo aspettavamo in aula per riferire sulla vicenda multe, lui, da Londra, ci faceva sapere che sarebbe tornato a mezzanotte. Il voto quindi non è una tragedia, io non ci sto a tirare a campare, per me si può anche andare presto al voto.”.

A rincarare la dose il Consigliere Regionale Mario Ciarla che faceva notare che “in primavera si terranno le regionali in diverse regioni e potremmo agganciarci a quel voto”.

Il Presidente dell’Aula Giulio Cesare, Mirko Coratti faceva notare che ormai “la città è sotto assedio e l’azione amministrativa continua ad essere caratterizzata da una forte sciatteria. Urge resettare tutte, ripeto tutte le postazioni di Giunta per poter cercare di ripartire, sempre se saremo in grado di farlo. Siamo ad un punto di non ritorno”.

Stesso tono per Pierpaolo Pedetti che sottolinea  “l’errore compiuto dando retta la sindaco e sfiduciando D’Ausilio. Il sondaggio era preciso, d’altra parte basta entrare in un bar per capire che aria tira a Roma. La città è fuori controllo per le cattive condizioni economiche e sociali in cui versa e l’emergenza non si può affrontare con le chiacchiere. Noi abbiamo il dovere di dire la verità ed uscire da questa Direzione con indicazioni chiare ovvero: A. non siamo in grado di affrontare le emergenze con questi assessori, B. si faccia una verifica su tutte le deleghe,  C. il sindaco venga in aula a riferire e intanto paghi le multe, D. si cerchi di ripartire, se ce la facciamo, dopo un serio e profondo rimpasto.”.

Nella sala frattanto sono in molti ad invocare le elezioni al più presto. Secondo i rumors più accreditati le vorrebbe anche Matteo Renzi, ormai stanco del chirurgo genovese. Anzi, a quanto pare, sarebbe in agenda per la prossima settimana un incontro tra il premier e il primo cittadino capitolino. L’ennesima “strigliata”? E’ presto per dirlo.

Nel frattempo l’area NoiDem prova a dettare l’agenda politica al sindaco: pagare immediatamente le multe, ammettere l’errore e chiedere scusa, poi azzerare la Giuinta cambiando tutti gli assessori, in primis la Cutini, ed in seguito ripartire stanziando subito risorse straordinarie per il sociale e le periferie romane.
L’unica voce fuori dal coro tra i democrat è quella dell’on. Marco Miccoli: “Se c’e’ qualche ‘fenomeno’ nel Pd, dentro o fuori dal consiglio comunale, esca fuori, vada dal sindaco e faccia le nomine – ha dichiarato l’ex segretario romano  alla direzione locale del partito. Miccoli ha poi rivolto “un appello ai colleghi di Bruxelles: anziche’ insegnarci periodicamente, spesso tramite stampa, cosa dobbiamo o non dobbiamo fare, venite qui e confrontatevi”. “Io – ha aggiunto – sono uno di quelli che la crisi di Giunta non la vuole, che vuole vedere Marino arrivare alla fine dei cinque anni di mandato”. Comprensibile lo stato d’animo di Miccoli: con due assessori in Campidoglio (Paolo Masini ed Estella Marino) ha tutto l’interesse a far si che l’epopea del chirurgo genovese vada avanti.

Da lunedì, quindi, parte un periodo di fuoco per il primo cittadino la cui storia pare ormai già scritta…
Aspettando le decisioni del Premier Renzi.

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