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David Sassoli: “Pd unica forza per guidare il nostro paese in Europa”. Intervista al candidato democrat al Parlamento Europeo

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David Sassoli ci riprova. L’ex mezzobusto del Tg1 si ricandida al Parlamento europeo per la circoscrizione dell’Italia centrale. Una nuova sfida per il giornalista, dopo essere stato capodelegazione del Partito Democratico e vero e proprio traghettatore del Pd nel Partito Socialista Europeo. Con all’attivo il rinnovo del progetto Erasmus, la tutela del marchio italiano e la ridefinizione dello spazio aereo comunitario, David Sassoli guarda ora alla necessità di allentare le politiche del rigore e costruire una democrazia europea compiuta.
Con David Sassoli prendono il via le interviste ai candidati alle elezioni europee nella circoscrizione dell’Italia centrale.

di LUCIO LUSSI

On. Sassoli, quale Pd in Europa?

Un Pd capace di guidare il fronte progressista e superare le politiche del rigore. Il 25 maggio si deciderà non solo la formazione del Parlamento, ma per la prima volta i cittadini europei potranno scegliere direttamente il Presidente della Commissione Europea e da quel momento in poi sarà possibile costruire una vera democrazia europea. La mancanza di un governo dell’Europa, del resto, ha permesso alla Merkel di avere mano libera per imporre le sue politiche agli stati.

 

Nello scenario elettorale sono numerose le forze politiche anti-europeiste. Come spiega la loro candidatura?  

Il loro scopo è quello di lanciare messaggi secondo i quali si vive meglio al di fuori dell’Europa e dell’Euro. Questa strategia è utile soltanto per raccattare voti ma non per costruire un’Europa della solidarietà, un’Europa della crescita capace di stare al mondo e capace di competere con le economie emergenti. L’Europa è necessaria anche perchè i nostri stati sono troppo piccoli e da soli non potrebbero farcela.

In che modo le politiche europee possono agevolare la vita quotidiana di milioni di cittadini?

Se ci sarà un governo europeo ci sarà meno burocrazia. In Europa manca la politica e i padroni sono la burocrazia, da un lato, e gli stati forti, dall’altro. E’ necessaria un’Europa delle scelte e più vicina ai cittadini.

Secondo lei quale sarà il risultato al quale Pd può legittimamente aspirare?

Il Pd è l’unico partito in grado di assumersi la guida del Paese in Europa. Siamo un paese invidiato dagli altri, i quali non si spiegano perché non difendiamo i nostri interessi. Dobbiamo rimettere al centro dell’agenda politica gli interessi del paese: consentire alle imprese una minor burocrazia, uno stato e delle regole più flessibili. E’ indispensabile, ormai, una politica che accompagni costruttivamente gli imprenditori.

Come giudica la scelta delle capolista donne fatta da Matteo Renzi?
E’ stata una scelta felice. Abbiamo bisogno di freschezza senza rinunciare alle esperienza e alle varie sensibilità che compongono il nostro partito. Esperienza, tradizione e innovazione, così si comporta un grande partito.

Molto spesso l’attività degli europarlamentari rimane ignota. Ci dica alcune delle cose fatte in questi cinque anni al Parlamento Europeo

Abbiamo difesa il marchio italiano dandogli tracciabilità: sulle etichette dell’agroalimentare e del tessile abbiamo imposto all’Europa di comunicare l’origine dei prodotti. Sono stato relatore di una riforma del traffico aereo con un nuovo disegno dello spazio aereo che consente ai passeggeri un risparmio notevole sul costo del biglietto, abbatte l’inquinamento e anche la durata dei viaggi grazie alla possibilità di ridisegnare le rotte. Ho garantito continuità al Progetto Erasmus e ho dato una casa al Partito Democratico attraverso l’ingresso nel Partito Socialista Europeo, una mossa indispensabile se vogliamo rendere i partiti protagonisti della democrazia europea.

Per concludere la nostra intervista, cosa le manca del giornalismo?

Mi manca la curiosità di capire i meccanismi, conoscere le persone e andare a fondo agli argomenti. Sin da piccolo volevo fare il giornalista per soddisfare questa curiosità, che adesso mi è molto utile nel lavoro di parlamentare europeo.

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