Roma

Congresso Pd romano: tensione, spintoni e caos anche a Cinecittà. Lavori rinviati al 5 novembre. E’ scontro tra le diverse anime del circolo

Non trova pace il congresso romano del Partito Democratico. E dopo la rissa scoppiata a Vigne Nuove, la sospensione del congresso del circolo Cotral e la tragedia napoletana di Trastevere, è ora il turno del circolo democrat di Cinecittà.

I lavori congressuali della sezione di via Flavio Stilicone sono stati sospesi e rinviati al 5 novembre, ed è stato necessario l’intervento degli esponenti del Pd Roma per evitare che la situazione degenerasse in uno scontro fisico.

Cerchiamo di ricostruire gli eventi.

Durante una riunione del direttivo di sezione, il segretario uscente, Gianni di Biase, di fronte alla delegittimazione della sua ricandidatura, avrebbe tentato di forzare la mano dichiarando che, forte di 155 voti sui 270 totali, sarebbe stato rieletto. Scoperta questa eventualità, una parte degli iscritti al circolo ha chiesto alla Commissione del congresso di fare le opportune verifiche sui tesseramenti, sospendendo e rinviando i lavori congressuali.

Questa è la ricostruzione di Ivana Della Portella, ex consigliere comunale, candidata al Senato e tesserata al circolo di Cinecittà.

 

Completamente diverso il quadro fornito da un militante del circolo di via Stilicone: “La questione dei 155 voti di Di Biase è un pretesto per ostacolare il congresso. Il problema vero è stata l’incapacità delle varie anime della mozione Cosentino di trovare un accordo sul nome del nuovo coordinatore di circolo. Da qui si è passati ad attaccare un iscritto al Pd che controlla una quota cospicua di tessere, circa 100, imputate di sostenere il segretario uscente. E’ opportuno chiarire – continua il tesserato democrat che preferisce mantenere l’anonimato – che queste tessere non sono state siglate all’ultimo momento, ma risalgono ad almeno tre anni fa e sono state utilizzate in altre tornate congressuali senza che nessuno sollevasse obiezioni. Ora che questi tesserati sembrano prendere un’altra strada politica è scoppiato il pandemonio e il congresso è stato bloccato”.
A quanto pare, infatti, queste 100 tessere sosterrebbero Cosentino alla segreteria romana ma a Cinecittà avrebbero sostenuto un coordinatore diverso da quello previsto da una parte dei “cosentiniani”.

I passaggi sono complicati, ma dimostrano come anche nelle sezioni sopravvivano incrostazioni di potere e potentati locali che ostacolano il vero rinnovamento dei democratici.

La ricostruzione del militant democrat prosegue: “Molto probabilmente alcuni esponenti hanno perso la testa quando hanno visto che il nome da loro indicato per la segreteria del circolo non aveva l’appoggio di tutta la mozione Cosentino, e la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’ingresso in scena di un candidato della mozione Giuntella, che ha fatto saltare gli equilibri numerici e le strategie considerate ormai acquisite”.

Con queste premesse, nel pomeriggio del 30 ottobre alcuni tesserati hanno occupato l’ingresso della sezione di via Stilicone, impedendo agli altri iscritti di entrare e procedere con le regolari fasi congressuali.

Sono volate parole grosse e qualche spintone, alcuni presenti hanno parlato anche di ceffoni provocati dalla concitazione del momento. La tensione sarebbe potuta sfociare nello scontro fisico. “Uno spettacolo indecoroso”, secondo alcuni iscritti al circolo.

Più soft la ricostruzione di Ivana della Portella: “Si è trattato di un atto di resistenza democratica, per non svolgere il congresso e porre all’attenzione di tutti quello che stava accadendo. Non ci sono stati scontri fisici, ma solo qualche diverbio verbale”.

La calma è ritornata soltanto all’arrivo di Piero Latino, esponente della segreteria romana del Pd e presidente della commissione dei Garanti. Secondo alcuni militanti, però, Latino avrebbe tentato un vero e proprio “blitz”: “svolgere esclusivamente il congresso romano, slegandolo da quello di circolo. Ma questo scempio al di fuori delle regole democratiche basilari gli è stato impedito”.

“Ma come? – sbotta un iscritto al circolo di Cinecittà – le 100 tessere incriminate andavano bene per il congresso romano, dove avrebbero appoggiato Cosentino, e non per il congresso di circolo?”.
Le fasi congressuali sono in programma nel pomeriggio del 5 novembre. Ne vedremo delle belle?

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