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Colomban, un veneto a Roma

Il Sindaco Raggi annuncia finalmente il nuovo assessore alle Partecipate nella Giunta targata 5 Stelle, il nome scelto è quello dell’imprenditore Massimo Colomban.

Il Campidoglio lo descrive come “fondatore del gruppo Permasteelisa, di cui è stato presidente dal 1973 al 2002, presidente di Sviluppo Italia Veneto – Invitalia, di Vega Park Venezia (il più grande parco scientifico e tecnologico italiano con 200 imprese), professore al Politecnico Leonardo di Milano, nel board di Harvard, GDS, MA e nel board di GehryTechnologies, LA (Usa).

Una figura di grande prestigio, un esempio di buona imprenditoria. Finalmente al Campidoglio arriva una persona che possa dare del valore aggiunto in un settore, quello delle partecipate, gravoso nel bilancio capitolino e poco funzionale.

Purtroppo però non è tutto oro quel che luccica (soprattutto quando si tratta del Movimento ahime), non fermandoci sulla descrizione riportata andiamo a verificare che Massimo Colomban è infatti tra i fondatori del Confapri (Confederazione attività produttive), un’associazione che riunisce piccole medie imprese. In qualità di questa carica e spinto dai rapporti stretti con il guru dei 5 Stelle Casaleggio organizzò una serie di incontri e convegni tra il mondo imprenditoriale che orbitava attorno all’associazione e gli eo,m5s,sponenti del movimento emergente. Un uomo indissolubilmente legato ed amico della Casaleggio direttamente in Campidoglio, una mossa che suona come un commissariamento con buona pace dell’indipendenza comunale.

Andando oltre però emergono altre caratteristiche dell’imprenditore veneto, trascorsi che ne delineano una figura quanto meno inquietante per i cittadini romani. Colomban sostenitore del leghista Zaia, il quale pubblicamente fa gli auguri al suo carissimo amico per il nuovo incarico, e del grande progetto secessionista (ammette di essere un indipendentista veneto) che separi la sedicente “padania”  dalla Roma ladrona che adesso dovrà contribuire ad amministrare. Lo stesso imprenditore sostiene pubblicamente di non sapere quante linee di metro possiede Roma (credo sia conveniente qualcuno gli dica che l’Atac è una partecipata sulla quale dovrà mettere mano come assessore alle partecipate). Un grande amante di Roma, insomma, una persona legata alla Capitale d’Italia.

Povera Roma completamente in balia dell’incompetenza ed ora in mano ad un indipendentista veneto completamente digiuno della città che dovrà aiutare ad amministrare.

Piccola nota a margine peccato sia arrivato troppo tardi, magari dopo aver guadagnato nella realizzazione di grandi opere frutto delle Olimpiadi in giro per il mondo, avrebbe potuto spiegare a questa Giunta chiusa nel suo orticello che grande opportunità sarebbe stata per la città (con buona pace dei Diktat di Grillo).

 di Francesco Piacitelli

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