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Città Metropolitana: ecco i punti salienti del regolamento provvisorio

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Ecco i punti salienti del regolamento provvisorio del Consiglio della Citta’ metropolitana di Roma, riunito a Palazzo Valentini per la prima volta oggi, il cui voto e’ slittato a venerdi’ per permettere ai consiglieri di suggerire modifiche e integrazioni. Si tratta di undici articoli derivanti dal Tuel redatti dagli uffici per accompagnare il Consiglio verso l’approvazione del regolamento vero e proprio e dello statuto della nuova istituzione.

IL CONSIGLIO – Le sedute del Consiglio sono pubbliche. Il sindaco metropolitano presiede e convoca l’Aula. In caso di impedimento del sindaco metropolitano, il Consiglio puo’ essere convocato e presieduto dal vicesindaco metropolitano, ove nominato, ovvero dal consigliere anziano (chi ha preso piu’ voti, in questo caso Mirko Coratti, gia’ presidente dell’Assemblea capitolina). Le sedute del Consiglio sono valide con la presenza di un terzo dei Consiglieri assegnati, senza computare a tal fine il sindaco metropolitano, accertata all’inizio della riunione dal segretario generale mediante appello nominale. Le deliberazioni del Consiglio sono approvate con il voto favorevole della meta’ piu’ uno dei presenti, fatte salve maggioranze diverse espressamente previste dalla legge. Il voto e’ espresso mediante l’uso di idonea strumentazione elettronica o per alzata di mano. Sono fatte salve la trattazione di questioni e le deliberazioni concernenti persone che comportino apprezzamenti su meriti, demeriti, capacita’, comportamento pubblico e privato, moralita’, per le quali si procede con voto segreto. Il Consiglio dura in carica cinque anni. In caso di cessazione dalla carica del sindaco e/o di rinnovo del Consiglio del Comune capoluogo si procede a nuove elezioni del Consiglio metropolitano, da tenersi entro sessanta giorni dalla proclamazione del sindaco del Comune capoluogo.

 I GRUPPI – I consiglieri metropolitani dalla data di insediamento del Consiglio sono costituiti in gruppi consiliari, la cui composizione e’ determinata dall’appartenenza alla lista di elezione. E’ tuttavia fatta salva la possibilita’ da parte dei consiglieri di aderire ad altro gruppo esistente o al gruppo misto. Ogni gruppo consiliare designa un proprio presidente entro cinque giorni dalla sua costituzione e ne da’ comunicazione al presidente del Consiglio sottoscritta dalla maggioranza dei componenti del gruppo stesso. Il presidente del gruppo svolge la funzione di capogruppo, che, nelle more della sua designazione, e’ esercitata dal relativo consigliere anziano. La Conferenza dei capigruppo e’ costituita dai presidenti dei gruppi consiliari e dal presidente del Consiglio, che la convoca ai fini della programmazione delle attivita’ del Consiglio e per l’esame di ogni altra questione ad essa sottoposta. In caso di impedimento del sindaco metropolitano, la Conferenza dei capigruppo puo’ essere convocata dal vicesindaco metropolitano, ove nominato, ovvero dal consigliere anziano.

LE COMMISSIONI – Il Consiglio puo’ deliberare l’istituzione di commissioni composte da consiglieri metropolitani, nominati dal presidente del Consiglio tra i consiglieri designati dai gruppi consiliari nel rispetto della consistenza numerica dei gruppi e del principio di rappresentativita’ politica e territoriale.

LO STATUTO – Il Consiglio sottopone alla Conferenza metropolitana la proposta di statuto in tempo utile affinche’ la Conferenza metropolitana la approvi entro il 31 dicembre 2014. Ove alla predetta data non sia approvato lo statuto della Citta’ metropolitana, dal primo gennaio 2015 si applica, per quanto compatibile, lo statuto della Provincia di Roma. Qualora la Conferenza metropolitana non approvi lo Statuto entro la data del 30 giugno 2015, si applicano le ulteriori disposizioni contenute nella legge n. 56 del 2014. Entro dieci giorni dall’insediamento del Consiglio, e’ istituita la commissione statutaria. La commissione statutaria e’ composta dal presidente del Consiglio, che la presiede, e da dodici membri. La commissione statutaria approva, entro il termine massimo di tre settimane dalla sua costituzione, il progetto di statuto. La discussione del progetto di statuto puo’ essere preceduta da una relazione preliminare del presidente del Consiglio o di un consigliere dallo stesso delegato. In caso di mancata approvazione del progetto di statuto entro il termine previsto, il medesimo e’ posto immediatamente all’ordine del giorno del Consiglio, che lo approva entro le successive due settimane. Due le modifiche su questo punto inserite gia’ oggi in Consiglio: il voto finale dell’Aula sullo statuto e le audizione di associazioni e categorie da parte della commissione statutaria prima della stesura del documento finale.

NORME TRANSITORIE – Le norme contenute nel regolamento provvisorio si applicano fino all’adozione del definitivo regolamento di funzionamento del Consiglio. Nelle more di tale adozione possono altresi’ trovare applicazione, ove necessario ed in quanto compatibili, le disposizioni contenute nel vigente regolamento del Consiglio provinciale. Per quanto non specificamente previsto si fa rinvio alla legge del 7 aprile 2014 n. 56, e si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni del Tuel.

 

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