Politica

Ciarafoni risponde a Patanè: “Quando si richiamano i codici la politica ne esce sconfitta. Il Pd non è proprietà di correnti personali”.

“Ci aspettavamo tutto meno che il presidente – commissario della federazione romana, Eugenio Patanè, richiamasse codici e norme giuridiche per giustificare la nomina del coordinamento cittadino dei Democratici avvenuta per appalto delle correnti personali e dei ‘capibastone’ e votato da un numero di dirigenti della direzione inferiore al numero degli eletti”: dichiara Marco Ciarafoni, presidente regionale e portavoce nazionale degli Ecologisti Democratici.

“Ancora una volta ne esce sconfitta la politica e si allontana l’idea che il Pd possa essere rifondato su basi diverse per riconquistare quel rapporto fiduciario con i suoi militanti ed i cittadini perso nel corso degli anni come dimostrano i milioni di voti mancanti e la forte astensione delle ultime elezioni politiche e amministrative. Il Pd è un progetto politico ed è il mezzo per cambiare il paese partendo dalla necessità che nessun mutamento è possibile senza intervenire sul modello di sviluppo, che vorremmo declinato nel senso della qualità e della sostenibilità, e sull’etica politica e pubblica”.

“Il Partito appartiene ai suoi elettori e ai suoi iscritti e di loro in questa fase c’è bisogno per uscire dalla grave crisi politica ed organizzativa. Di contro la formazione del coordinamento politico, al netto della qualità di tante persone che lo compongono, è avvenuta per incastro correntizio e per fedeltà a questo o a quel ‘capofiliera’. Così non va. Così il Pd rischia di morire e se noi siamo critici è perché siamo tra i fondatori del Pd, abbiamo sempre rifiutato di essere corrente, e crediamo ancora nel Pd perché pensiamo che il paese abbia bisogno di un partito riformista e popolare”.

“Al Congresso ci saremo – conclude Marco Ciarafoni – e utilizzeremo al meglio le regole che altri stanno per approvare. Ci saremo per chiedere con forza se nel Pd c’è spazio per chi vuole fare politica e non accasarsi in una corrente e se il Pd intende assumere l’ambiente quale riferimento imprescindibile del suo profilo identitario”.

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