Politica

Ci vorrebbe “CUORE”

 

Un paio di giorni fa intercetto l’annuncio del segretario nazionale “Domani le regole del congresso”. Ieri apro il sito di Repubblica e leggo “Epifani: congresso entro il 2013, primarie aperte”.

di LUCIA ZABATTA

Il titolo rimanda a un video. Ascolto le dichiarazioni di Epifani. Parola più parola meno dice che sono tutti d’accordo a celebrare il congresso entro l’anno, ma “non stiamo a dare una data….vi rendete conto, se uno dicesse un giorno e poi magari dobbiamo spostare di una settimana….diventerebbe anche questo un problema….”. Poi prosegue dicendo che, sempre tutti, sono d’accordo a non legare i segretari provinciali e regionali al nome del segretario nazionale, ma “non abbiamo ancora discusso le modalità di svolgimento del congresso …. ” Primarie aperte? “Non abbiamo ancora discusso di cosa vuol dire aperte….ma per me certo, primarie aperte”.

Che cosa hanno deciso? Niente! Che vuol dire aperte? E chi lo sa.

Di che cosa hanno parlato? Boh….

E’ stato un anno pesante e il bisogno di riposo probabilmente abbassa anche la soglia della tolleranza e della pazienza, ma ammetto che l’unico neurone rimasto attivo è schizzato come una freccia riportandomi alla mente uno dei titoli più famosi di CUORE. “Dopo un giro di consultazioni, la nostra serena analisi HANNO LA FACCIA COME ….”

Ve lo ricordate CUORE, il settimanale di resistenza umana?

Chissà che avrebbe detto CUORE di questi balletti. Chissà come si sarebbe scatenata la pungente satira a proposito di questo governo contro natura (per una democrazia dell’alternanza) che nasce per “emergenza” e si fa di legislatura. Delle impellenti necessità di cambiare la Costituzione, ma pensare ora di tornare ad una legge elettorale meno vergognosa del porcellum è “intempestivo”.  Dell’affannoso ripetere “un premier ce l’abbiamo già”…”le elezioni NON sono dietro l’angolo”….”non si può discutere perché mancano le regole”. Chissà se ad ogni uscita di queste avrebbe titolato Non disturbate il manovratore, oppure Levatevelo dalla testa, noi non schiodiamo! o Comandiamo noi! Non c’è altro da capire. O se si sarebbe limitato a ripetere “la serena analisi …. 2, 3, 4, ecc.”

Di certo la nostra capacità di resistenza umana mi pare sia messa, come mai prima, a dura prova di questi tempi. Soprattutto se ti capita di militare nel PD.

E nemmeno più CUORE ad aiutarci a riderci un po’ sù.

Solo l’arroganza e il disprezzo possono accecare un’intera classe dirigente al punto da non capire che si vede benissimo che stanno solo prendendo tempo, per farci sbollire, per farci rassegnare, e arrivare alla prossima “emergenza”, avendo tenuto banco e impedito la costruzione di qualsiasi alternativa, con il mazzo delle carte ben saldo nelle loro mani.

Si vede benissimo che stanno solo facendo melina, in attesa di trovare il loro punto di equilibrio, nella loro contesa interna, che garantisca la loro sopravvivenza. Così da “aprire” la discussione quando è già bella e chiusa e il risultato è già predeterminato.

Solo l’arroganza di credersi indispensabili e inamovibili può spingere al disprezzo di rigettare le richieste di chiarezza, trasparenza, lealtà che avanzano tanti iscritti ed elettori. Le richieste di capire che cos’è, cosa vuole fare per l’Italia, quali sono le proposte politiche di questo partito. Quali sono gli obiettivi politici che si dà, con quale convinzione e con quale coerenza intende perseguirli. Da che parte sta. Dalla parte di chi sta. Ha un orientamento progressista o conservatore?

Attenzione, però, l’arroganza è un brutto veleno. Se si cade nella sua trappola ci si avvita in una spirale perversa che porta all’autodistruzione.

Può capitare di non vedere, ad esempio, che si sta segando esattamente il ramo dove si è seduti. Può capitare di non capire che anche il “mi turo il naso e voto comunque perché non ci sono alternative migliori” può finire.

Io ho bisogno di un governo e ho bisogno di un partito. Ma non ho bisogno di qualsiasi governo, né di qualsiasi partito.

E c’è un limite anche all’accontentarsi del “meno peggio”. Se giungo alla conclusione che nessuno ha interesse a raccogliere le mie istanze, a rappresentare i miei interessi, anche solo a dialogare con me….giungo alla conclusione che quel “meno peggio” per me non vale, a me non appartiene, a me non guarda, quindi non mi riguarda. Per cui, smetto di sostenerlo….

Lo so, le voci come la mia sono irritanti. Fastidiose critiche, minacciose pretese di mettere in discussione lo status quo.

Ma se tornate ad aprire il vostro CUORE e provate ad ascoltare, per comprendere il nostro CUORE, vi potrebbe capitare di scoprire che in realtà siamo proprio noi la vostra vera salvezza. Non è di noi che dovete avere paura, ma di voi stessi.

Tornate a dialogare con noi e cominciamo a costruire “il meglio”, insieme.

Potrà succedere che qualcuno perda il posto in prima fila, ma recupererete la dignità e il rispetto che meritano la storia di tanti di voi e la vostra umanità.

E tutti ritroveremo la speranza, tornando a lavorare insieme per costruire un futuro migliore. Questa è l’unica vittoria possibile. Ed è per tutti.

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