Politica

Chi c’e’ dietro Pippo Civati ?

 

Lo scorso 16 luglio si è tenuta alla Festa dell’Unità di Roma una delle interviste maggiormente partecipate fino ad ora. Senza poter disporre di truppe cammellate (a differenza di molti altri), Pippo Civati ha raccolto centinaia di curiosi e attivisti democratici.

 

Di  PAOLO ACUNZO

 

Vedendo un’affluenza così ampia, in tanti hanno iniziato a chiedersi come mai ci fosse tutta quella gente appassionata di politica e intenta ad ascoltare un esponente del Partito Democratico…soprattutto di questi tempi.
La domanda più insistente era: “Chi c’e’ dietro Civati ?”

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Il dibattito entra nel vivo e ci vuole un attimo a capire come mai Civati intercetti così bene l’umore della base dandogli voce. Ecco alcune espressioni: “Prevedono una durata di 18 mesi per il governo Letta. Sono troppi per stare al governo con Berlusconi e sono troppi per me. Io non reggo!”.

“Dovevamo andare subito a congresso e non aspettare un mese per decidere 14 membri della segreteria, botanicamente selezionati da tutte le correnti”. Insieme a Walter Tocci, Pippo Civati fa parte di “un gruppo misto nel Pd, quelli senza corrente”. “A noi chi ci rappresenta?”. Domanda Civati.

 

Sintetizza con lo slogan “mettete Fioroni nei vostri cannoni” l’accordo trovato con Fioroni sugli F-35, mentre tutti i maggiorenti del partito tentavano di analizzare le fine strategia congressuale che c’era dietro, senza capire che in un Partito libero si può sostenere insieme una posizione unicamente perché si è d’accordo, magari solo su quel punto, e non per chissà quale inciucio.

 

Civati sostiene che bisogna discutere di politica e non fare come nel caso del governissimo “che non è stato mai discusso prima o come per Napolitano discusso solo per un’ora in direzione nazionale, perché dovevamo andare al Quirinale e quando Orfini ha provato ad aprire la questione è stato zittito”. Anche per questi motivi non ha votato nè la rielezione di Napolitano, nè il governo Letta, ma ha sostenuto con forza la mozione Giacchetti per l’abolizione del porcellum, poi bocciata dalla maggioranza.

 

Un riferimento anche a Sinistra Ecologia e Libertà: “Alla Camera abbiamo vinto grazie a loro e prima delle elezioni volevamo fare un partito unico insieme. E’ con Sel l’alleanza che vogliamo fare, ma non ci aspetteranno se il governo Pd-Pdl andrà troppo avanti.”

 

Più dure le parole rivolte da Civati al Movimento 5 Stelle: “E’ un movimento fintamente democratico, perché il leader controlla le decisioni e il dissenso al capo non è tollerato. Come per il M5S anche nel Pd il tema del rapporto tra democrazia rappresentativa e diretta deve diventare centrale”.  Grillo lo definisce come “un cane di riporto”, ma Civati nega che questa denonimazione sia dovuta al suo ruolo di “pontiere” per portare i senatori pentastellati nel Pd. “Il mio unico intento – dichiara dal palco della Festa dell’Unità – è quello di riportare  nel Pd i nostri elettori che hanno votato Grillo”. Ecco spiegato il senso della definizione “cane di riporto”.

 

Civati, infine, lancia un messaggio chiaro e “di sinistra”: “Serve una Sinistra nuova e coraggiosa che parli di riduzione delle tasse sul lavoro e per i lavoratori e non di quelle per i patrimoni e un partito che inizi a riappropriarsi di parole come uguaglianza”. Molto probabilmente Civati vuole portare il Pd a sinistra, anche perché “più a destra di come sta attualmente c’e’ solo il baratro”.

 

Sono queste le ragioni che spingono Civati a candidarsi alla Segreteria del Partito Democratico. La sua idea di partito è innovativa e partecipata: “Gli iscritti non devono essere valorizzati solo quando si vota, ma in ogni momento, anche dopo le primarie, coinvolgendoli nelle decisioni più importanti. In America gli elettori hanno accesso a tutto quel che succede nella vita dei partiti. Facciamo che anche in Italia le cose vadano così”.

Ecco Civati, una persona semplice e disponibile che dopo una lunga intervista si ferma quasi per un’ora a chiacchierare con i militanti intervenuti. Civati risponde a tutti, fornendo particolari su diverse questioni, come ad esempio il dietro le quinte di cosa è successo con i grillini durante il voto di Prodi al Quirinale (scarica il video).

In questo modo anche i più restii riusciranno a capire. Ritorniamo, allora, alla domanda iniziale: chi c’è dietro Civati? “Io vedo solo tanta gente davanti”, risponde Pippo. E in effetti… è davvero così.

 

 

 

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