Politica

Caos sondaggio: le manovre di Zingaretti per sfidare Renzi. Intanto Cosentino attacca: “Un errore concentrarsi sul centro storico”

Il sondaggio anti-Marino sembra avere un padre putativo, un deus ex machina autore della strategia politica che sta agitando il gruppo democrat capitolino. Stiamo parlando di Nicola Zingaretti. Il governatore della Regione Lazio, mentre impazzava la ridda di polemiche sulla pubblicazione del sondaggio che condanna Ignazio Marino, ha difeso strenuamente il primo cittadino. “Diamogli tempo”. E’ la sintesi del messaggio zingarettiano, forte degli esiti del sondaggio SWG che vede il governatore raccogliere il plauso di 54 romani su 100, contro i 44 di Renzi e i 20 di Ignazio Marino.
Il sondaggio, quindi, letto controluce esalta gli insuccessi del chirurgo genovese, ma conferma l’alto gradimento di Zingaretti tra i cittadini della capitale.
Resta una sola incognita. Il gradimento e la notorietà di Zingaretti al di fuori dei confini laziali. Ma su questo, il governatore sta lavorando da tempo.

In quest’ottica l’idea del sondaggio potrebbe rappresentare l’ufficializzazione della sfida del governatore nei confronti di Matteo Renzi.
Se le cose stanno realmente così, il ruolo di D’Ausilio diventa quello di una pedina al servizio di grandi strategie politiche nazionali. Anche se in alcuni ambienti democrat si continua a vociferare che la mossa di D’Ausilio sarebbe personale, al fine di dimostrare la sua forte appartenenza alla corrente zingarettiana della prima ora.
La maggioranza del partito romano è però convinta che il capogruppo sia stato mosso (per non dire manovrato) dal governatore, con lo scopo di lanciare un messaggio ai consiglieri renziani di palazzo Senatorio. Zingaretti vorrebbe far intendere di essere il vero artefice della politica romana, e di poter decidere non solo se e quando defenestrare Ignazio Marino, ma anche chi mettere al suo nella cabina di regia di Roma Capitale.

Il caos politico del Pd romano verrà dipanato oggi alle 13 durante la riunione del gruppo capitolino. Le sorti di D’Ausilio sembrano segnate, anche se non è escluso che possa essere salvato in extremis dall’intervento del Governatore. All’ordine del giorno, anche, la scelta di “finanziare” il sondaggio con i fondi del gruppo democrat capitolino.
Nelle ultime ore, inoltre, si è rinsaldato il fronte zingarettiano. Il consigliere regionale Massimiliano Valeriani scrive su Facebook: “Cerchiamo di non trasformare un sondaggio in un problema politico. Semmai occupiamoci del contenuto”. Sulla stessa lunghezza d’onda Eugenio Patanè: “Una cosa l’ho capita. Di quello che c’era scritto nel sondaggio non glien’è fregato niente a nessuno. Tutti sulla forma. Con un piccolo appunto però: che stavolta la forma non è sostanza. E che -sempre stavolta- la sostanza è assai preoccupante”.
Tradotto: prestiamo attenzione al contenuto del sondaggio, D’Ausilio non si tocca.

Delle vicende politiche locali ha parlato anche il segretario del PD cittadino Lionello Cosentino intervento questa mattina a Radio Popolare: “L’errore principale che io vedo e’ il concentrarsi dell’attenzione del governo cittadino quasi esclusivamente sui nodi e sui temi che riguardano le aree piu’ centrali della citta’, anche facendo cose molto buone: il Tridente pedonalizzato, la lotta all’abusivismo commerciale, scelte sacrosante. Ma forse in questo grande lavoro e’ mancata la consapevolezza che al di la’ del centro storico, nelle sterminate periferie urbane, le ragioni della crisi sono soprattutto nazionali, sono ragioni economiche, sono la disoccupazione, che non si arriva alla fine del mese – ha continuato – In questa societa’ sempre piu’ indebolita e’ chiaro che poi basta anche una semplice opera di riorganizzazione delle reti dell’Atac per creare una lontananza cittadini-amministrazione. Vorrei una maggiore sensibilita’ sociale e di attenzione alle periferie”.
Il segretario dei democrats romani non ha dubbi: “La situazione di disagio e’ aumentata via via che si fa piu’ dura la crisi economica in citta’, e l’asse dell’azione di governo si doveva e si deve spostare per cercare di fronteggiare la crisi. Quando si aumentano le tariffe degli asili nido bisogna accentuare forse l’elemento di salvaguardia dei redditi piu’ bassi. Bisogna capire che c’e’ una sofferenza sociale molto forte”. Rispetto al tpl, per Cosentino “quando la gente vede che i costi di costruzione della metro C, come ci dice la Corte dei Conti, sono aumentati in quella misura e la metro e’ ancora messa cosi’, mentre nel frattempo prendere un autobus e’ un’impresa sempre piu’ difficile, e’ chiaro che la distanza tra amministrazione, politica e citta’ aumenta. Dico questo non perche’ penso sia colpa di Marino o degli assessori che stanno tra mille difficolta’ cercando di fare tutto il loro dovere ma perche’ bisogna essere consapevoli che la strada e’ in salita e bisogna mandare messaggi chiari proprio a quella parte della citta’ che oggi soffre di piu’. Il punto fondamentale e’ saper cogliere il dato del sondaggio, non negarlo e non nascondersi la realta’, non far finta che sia tutto un complotto dei giornali, ma provare a ragionare con i presidenti dei municipi per capire quali sono i cambiamenti oggi necessari”.

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