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Campidoglio, day-after sondaggio: Marino tira dritto e il Pd si spacca. Chieste le dimissioni di D’Ausilio

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Galeotto fu il sondaggio e chi lo commissionò.
Prende una piega inaspettata la pubblicazione del sondaggio sull’operato del sindaco Ignazio Marino. Come è noto, il sondaggio è stato commissionato dal gruppo democrat capitolino,  sul quale, ora, si riversano le polemiche oltre che le richieste di chiarimenti.
A quanto pare, il gruppo dei democratici in Campidoglio non riesce a reggere il contraccolpo della mossa strategica e sembra sul punto di spaccarsi.
E se alcuni consiglieri hanno visto di buon occhio la mossa a sorpresa, in tanti hanno preso le distanze dall’accaduto.

La resa dei conti è fissata per lunedì quando in via delle Vergini si riuniranno i democrat capitolini. E intanto in casa del primo cittadino si aspettano le dimissioni del capogruppo Francesco D’Ausilio, responsabile – a detta di molti – del mancato dialogo tra il partito e Marino.
Fuoco amico, passo falso, situazione sfuggita di mano. Tante le definizioni per una questione che sta agitando la vita politica del Campidoglio. Fatto sta che, il giorno dopo la pubblicazione del sondaggio choc, in casa Pd sono in tanti a chiedersi il perche’ di questo gesto.
L’esigenza di mettere Marino sotto pressione per realizzare un cambio di passo è sentita da molti, ma altri considerano un errore la notifica a mezzo stampa, uno sbaglio che rischia di creare il caos.
Ricordiamo che la pubblicazione dell’esito del sondaggio era accompagnato da un’intervista al capogruppo democrat realizzata ad hoc per la grande occasione.

“A parer mio – aveva dichiarato il coordinatore della maggioranza Fabrizio Panecaldo – quel documento andava messo a disposizione prima del sindaco e della giunta, affinche’ potessero lavorare sulle criticita’. Non so se e’ fuoco amico ma penso che non facilita il lavoro”.
Nelle ultime 48 ore, inoltre, molti consiglieri dem hanno telefonato al sindaco per chiarire di non essere al corrente di nulla e qualcuno ha protestato per l’utilizzo dei fondi del gruppo per pagare il sondaggio. E secondo i bene informati, questo “finanziamento” non sarebbe stato comunicato a tutti.
In questo modo, in tanti hanno prese le distanze dal sondaggio isolando così il capogruppo D’Ausilio.

Ignazio Marino, intanto, non sembra né preoccupato né nervoso: “Non ho bisogno di sondaggi per capire che Roma ha delle difficolta’. Forse altri si’…” e’ stato il suo commento.
Di certo, all’ordine del giorno in Campidoglio c’è adesso la mancanza di un rapporto di fiducia tra il sindaco e il capogruppo del Partito Democratico.
Per il momento non è giunta alcuna richiesta ufficiale di teste da far saltare ma a Palazzo Senatorio tutti attendono le dimissioni di D’Ausilio da capogruppo. L’unica mossa che può sbloccare l’impasse e risolvere il caos politico.

E’ tanta l’irritazione per la mossa a sorpresa del sondaggio: “Non ne sapevamo nulla – dicono – e poi e’ stato un errore, magari fatto in buona fede ma sicuramente sottovalutando gli esiti. Bisognava discuterne con il sindaco, dati alla mano”.
Tradotto: se ci sono problemi se ne discute prima all’interno della coalizione e con il sindaco e non sui giornali con un sondaggio devastante.
Le opposizioni restano sulla riva del fiume ad osservare lo spettacolo offerto dalla maggioranza capitolina. Nei prossimi giorni, del resto, qualcosa dovrà accadere. Due le alternative: o Ignazio Marino attuerà un rimpasto di giunta per fornire un segnale di cambiamento o il gruppo democratico sceglierà un nuovo capogruppo per rafforzare il dialogo Pd-Marino.
La domenica del sindaco, intanto, sarà lontana dalla guerra del Campidoglio. Marino interverrà alla convention della Leopolda in programma a Firenze.  Intanto domani il sindaco di Roma sara’ alla convention della Leopolda. Ieri invece Marino si e’ congratulato con Susanna Camusso per il “successo della manifestazione” della Cgil, scesa in piazza nella Capitale contro le politiche del governo Renzi. Non esattamente un bel biglietto da visita da presentare domani a Firenze.

 

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