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Camera, approvato reddito d’inclusione

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L’assemblea dei Deputati da finalmente il via libera all’emendamento presentato dall’esponente dem Donata Lenzi al ddl di contrasto alla povertà che introduce il reddito di inclusione.  A favore dell’emendamento hanno votato 226 deputati della maggioranza, contro i 50 dei gruppi di opposizione.

Il sì arriva nel giorno in cui l’Istat diffonde un report sull’aumento della povertà assoluta – coda di una lunghissima crisi – e dopo un lungo ostruzionismo del Movimento che definisce il provvedimento una “truffa semantica” e “un finto reddito”. “Questa opposizione feroce del M5S, che dice no a destinare oltre 1 miliardo di euro alla povertà, la dice lunga” è stata la replica della vice capogruppo dem alla Camera, Alessia Morani. “Bisogna fare i conti con la realtà, non sparare balle per cercare il consenso facile. Sono tutti bravi a dipingere scenari impossibili – ha agginto – il problema vero è tradurli in pratica. Con il nostro provvedimento individuiamo un fondo economicamente sostenibile e dunque una misura realizzabile”.

Tra l’altro, fa notare Morani, il ddl povertà va esattamente nella direzione indicata dall’Istat: introdurre un reddito di inclusione destinato a famiglie con minori, con disabilità, o dove ci siano over 55 disoccupati e senza ammortizzatore.

L’impegno di questo Governo e di questa maggioranza Parlamentare va nella direzione dei bisogni dei cittadini, non serve promettere soldi a 10 milioni di italiani per averne un ritorno elettorale meschino, sbagliando persino i conti (670€ promessi er 10 mln di Italiani On Di Maio non fa 17 mld come da lei sbandierato). L’azione deve essere di sostegno economico alle fasce più deboli, indirizzo tradotto da questa misura, ed aiutare i cittadini a trovare dignità non permeandoli con un sistema assistenziale ma permettendogli di trovare un lavoro e trovare in questo la propria dignità e sussistenza.

Questo Governo si sta muovendo in questa direzione e la conquista del reddito di inclusione, dopo le assunzioni del Jobs act, sono la traduzione di un operato di costruzione del Paese.

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