Politica

Cambiano gli equilibri nel Pd romano. Gasbarra-Marroni-renziani il nuovo triumvirato. Obiettivo: una “pax romana” con il sindaco Marino

Sono cambiati gli equilibri a Roma nel Partito democratico. L’esito del voto delle recenti elezioni europee, ed un lavoro sotterraneo messo in atto negli ultimi mesi, ha prodotto una nuova alleanza, che ora si pone come obiettivo la guida del partito, e quindi un rapporto privilegiato con l’amministrazione guidata da Ignazio Marino. I membri di quello che puo’ essere definito una sorta di nuovo ‘triumvirato romano’ sono Enrico Gasbarra, appena eletto a Bruxelles ed ex presidente della Provincia, il deputato ed ex capogruppo in aula Giulio Cesare, Umberto Marroni, e poi i rappresentanti della corrente dei renziani capitolini, guidati da Lorenza Bonaccorsi. Insieme a loro un nutrito gruppo di consiglieri comunali, a partire dal presidente dell’Assemblea capitolina Mirko Coratti, da sempre vicino all’anima popolare rappresentata da Gasbarra, e da Fabrizio Panecaldo, coordinatore della maggioranza ed oggi renziano. E poi Pierpaolo Pedetti, Ilaria Piccolo, Orlando Corsetti e Maurizio Policastro. L’esito delle elezioni europee ha fotografato in maniera plastica la nuova istantanea del potere romano. Il nuovo asse e’ riuscito a ridimensionare l’influenza dell’uomo che per venti anni ha rappresentato l’anima profonda dei democratici capitolini, Goffredo Bettini. L’inventore del Festival del cinema e colui che lanciato Francesco Rutelli ed accompagnato Walter Veltroni durante i vent’anni del miracolo romano, oltre ad aver proposto come candidato sindaco l’attuale primo cittadino della Capitale, Ignazio Marino, questa volta si e’ fermato a 28.579 voti. Il suo principale antagonista, Enrico Gasbarra, ne ha raccolti 54.936, piu’ o meno il doppio. Ed ancora meglio di lui hanno fatto, con 78.257 preferenze, la renziana Simona Bonafe’, fino ad oggi estranea alle dinamiche romane ma da oggi con un peso nel partito, e David Sassoli con 62.161, da sempre un outsider rispetto alla geografia democratica ma sempre piu’ vicino al nuovo asse renziano-popolar-marroniano. Ed ancora: Silvia Costa con 30.489.

Sullo sfondo dei nuovi assetti si muovono l’ex sindaco Walter Veltroni e l’attuale presidente della Regione, Nicola Zingaretti. Ma il primo, da sempre legato all’amico di una vita, Bettini, si e’ temporaneamente defilato dalle cose romane, prediligendo la sua attivita’ culturale come regista e scrittore, e restando piu’ sensibile alle dinamiche nazionali. Il governatore, invece, forte del grande consenso popolare si e’ ritagliato un ruolo istituzionale, che gli consente di restare osservatore delle beghe del partito. Piu’ delicate le posizioni dei segretari locali. Quello regionale, Fabio Melilli, e’ legato a Franceschini. Lionello Cosentino, segretario romano, e’ da sempre collocato all’area di Bettini. Gli obiettivi del nuovo gruppo sono politici, con gli occhi puntati allo sviluppo pero’. Far ripartire Roma, ad una nuova velocita’, con progetti di riqalificazione urbana, un vero rilancio culturale e nuovi piani industriali per le aziende. Per fare questo lo strumento e’ un nuovo asse con Matteo Renzi, “allontanando il sindaco – dicono dal Pd – dagli ammiccamenti con i grillini”. Fino ad oggi il Pd si e’ mosso in ordine sparso. Durante questo primo anno al sindaco e’ sempre mancato un interlocutore stabile del partito, che fino all’esito del voto europeo e’ rimasto sballottato nella battaglia interna tra Bettini, Gasbarra e i renziani.

Non e’ un caso che nel momento dell’addio dei due assessori, Flavia Barca e Daniela Morgante, dal Pd non sia arrivata una rosa di nomi alternativi vista la palese inesistenza di una voce comune. Marino, probabilmente, avrebbe comunque proseguito lungo la sua strada, scelta per merito, tramite curricula. Ma la mancanza di una lista di candidati assessori della nuova Giunta, come sempre avvenuto in caso di rimpasto, la dice lunga sulla confusione che fino a ieri regnava nel partito. Ora Marino questo interlocutore, seppur trino, l’ha trovato. Gli osservatori delle cose della politica romana ora si chiedono cosa succedera’ in Campidoglio, dove la nuova alleanza dem portera’ sicuramente onde di assestamento. L’obiettivo di tutti e’ arrivare in tempi brevi ad una ‘pax romana’ con il sindaco Marino. Se questo avverra’ con un rimpasto, o semplicemente riuscendo ad sensibilizzare le scelte del primo cittadino attraverso una concertazione piu’ pressante con il partito e i Municipi, non e’ ancora dato sapere. L’alternativa, pero’, fa tremare le vene ai polsi degli esponenti democrat. Il terrore e’ quello di un logoramento permanente dei due fronti. Una lunga agonia che duri altri 4 anni che potrebbe determinare una nuova debacle elettorale. Un’ipotesi che nessuno vuole prendere in considerazione, anche vista la forza di Renzi. E che accredita come unica alternativa una pace, consensuale o armata, nell’interesse di Roma.
(Fonte: AGENZIA DIRE)

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