Cultura

Bizzarro 2013: visioni pop surrealiste a San Lorenzo

 

Per un’intera giornata San Lorenzo non è stato soltanto lo storico quartiere multiculturale e studentesco che caratterizza un volto della Roma contemporanea, ma bensì un grande teatro a cielo aperto dedicato all’arte ipercontemporanea. Vivere l’inedito festival Bizzarro 2013, organizzato dalla Mondo Bizzarro Gallery, è stato come partecipare ad un coinvolgente atto performativo diffuso, nel quale le più aggiornate tendenze del Pop Surrealism e della Street Art hanno incontrato ed interagito attivamente con il tessuto socio- urbano del rione romano.

di GIUSEPPE ARNESANO

Sin dalle prime ore di sabato pomeriggio la quotidiana e caratteristica vitalità di San Lorenzo inizia a mescolarsi con la creatività e l’estro di ventidue artisti; così in via dei Volsci, degli Equi, dei Sabini e dei Salentini, spuntano numerosi palloncini rossi che tracciano un percorso simbolico, dove la realtà giornaliera ed un onirico immaginario figurativo, trovano quel punto d’unione tra le mura di un negozio, di una casa o studio d’artista, di una macelleria, di una libreria e perfino di una gelateria. Un primo incontro è stato quello con opere visionarie del giovane pittore Alessandro Calizza che, attraverso i suoi oli ed acrilici su tela dalle forti tinte cromatiche, racconta mondi ed atmosfere immaginarie popolate da lunghi vermi monoculari, funghetti e baobab animati; un altro palloncino rosso indicava, presso lo studio del fotografo Claudio Abate, la mostra di serigrafie dedicata ad uno dei maggiori esponenti della Street- Art statunitense ossia Frank Shepard Fairey, meglio noto come Obey. Ancora un palloncino ed entriamo nell’atrio di un grande condominio popolare, dove a piano terra è situata la casa/studio di Laura Cionci, un’artista che nelle sue opere (fontana o cassetta delle poste) approfondisce, attualmente tramite la contaminazione di ambienti urbani con i “glitter”, un rapporto materico e socio- politico che come racconta l’artista: “attira l’occhio, la visione di un qualcosa che tu hai sempre davanti, ma che non gli dai mai importanza, fin che non trovi l’oggetto decontestualizzato, ovvero completamente glitterato”; il filo rosso dei palloncini prosegue con una piccola selezione di Street- Art con Hogre, Jb Rock, Lucamaleonte, Omino71 e Urka, subito dopo all’interno di un altro condominio conosco le vibranti ed eleganti sculture in fil di ferro di Bruno Melappioni, opere imponenti che esaltano la bellezza del corpo e l’espressività del gesto atletico. Prima di concludere entro in macelleria ed anche lì, collocati all’interno di un banco frigo, alcune tele ed in questo caso segnaliamo Amelia Von Grüne, che con i suoi piccoli oli su tela denuncia sarcasticamente, ed in maniera decisamente pop- surrealista, lo sfruttamento degli animali e l’industria della carne, le sue opere esprimono un senso figurativo fiabesco, che grazie alle tinte in bianco e nero ed il taglio cinematografico accentuano quell’attimo grottesco di amara realtà.

Bizzarro 2013 è fatto di questi, ma anche di altri artisti; la corale partecipazione della società al festival dimostra ancora una volta che l’arte contemporanea (ipercontemporanea) ha sempre più bisogno di comunicare e di farsi comprendere in qualsiasi modo possibile sia esso reale o leggermente bizzarro.

(L’articolo è stato pubblicato su Artribune)

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