Politica

Berlusconi condannato. A rischio la pacificazione

Il Tribunale di Milano, dopo sette ore di camera di consiglio, ha emesso una sentenza di condanna a 7 anni di reclusione e alla interdizione perpetua dai pubblici uffici per Silvio Berlusconi per il reato di concussione e prostituzione minorile nell’ambito del cosiddetto Processo Ruby. Il tribunale, composto dai giudici Orsola De Cristofaro, Carmela D’Elia e dalla Presidente Giulia Turri, ha accolto in pieno le richieste della PM Ilda Bocassini ed ha inoltre disposto il rinvio al pm delle carte processuali per valutare se sussistano elementi per una eventuale falsa testimonianza di molti dei testimoni citati.

Le motivazioni della sentenza saranno depositate fra 90 giorni.

L’avvocato di Berlusconi, Niccolò Ghedini ha annunciato appello e poi ricorso in Cassazione.

La sentenza è stata accolta con applausi e grida di esultanza da qualche decina di manifestanti radunati davanti al Palazzo di Giustizia di Milano.

Dure le reazioni dei dirigenti del PDL che minacciano ritorsioni politiche.

Caustico Fabrizio Cicchitto, secondo cui oggi rischia non sono la vita politica del Cavaliere, ma anche il governo: “Siamo al limite dell’eversione e quindi del colpo di Stato. Così la pacificazione salta, ma non è responsabilità nostra. Questa è un’operazione che punta a far saltare il quadro politico esistente, ma all’irresponsabilità di questo nucleo di magistrati va risposto con responsabilità per quel che riguarda l’aspetto politico. È una sentenza da tribunale speciale, ma mi auguro che il colpo di Stato non riesca”.

 

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