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Atac e i bus fantasma di Marino

Ignazio Marino aveva fatto dei 700 nuovi autobus annunciati per il Giubileo uno dei fiori all’occhiello della sua amministrazione. Incurante del possibile esito della gara, volte, aveva usato l’arrivo delle nuove vetture a gasolio da 12 e 18 metri, aveva usato questo annunciato acquisto come pietra di paragone con l’amministrazione Alemanno. Così. Il 5 giugno, dopo la seconda ondata di arresti di Mafia capitale, il chirurgo che gioca a fare il sindaco –dimenticandosi i 337 nuovi bus acquistati dalla tanto vituperata Atac di Alemanno- enfatizzava la sua voglia di andare avanti: “Per esempio anche oggi abbiamo discusso del provvedimento dell’assesore Improta che sta portando all’acquisto di 700 nuovi autobus per migliorare la qualità della vita dei nostri cittadini e di quanti vengono a Roma. Con la Giunta Alemanno sono stati acquistati dozzine di filobus e non sono mai arrivati, ma sono arrivate le tangenti. Con noi arriveranno gli autobus e non le tangenti. Mi sembra un bel cambiamento”.

E anche ieri, nell’annunciare l’ennesima “fase 2” del suo sempre più traballante mandato, Marino era ritornato sull’arrivo dei nuovi autobus, annunciando l’arrivo entro fine 2015 di 200 vetture, in tempo per il Giubileo. Un annuncio avventato, visto che già il 7 luglio Atac, pochi giorni dopo la pubblicazione sulle pagine di Repubblica di un devastante articolo a firma di Giovanna Vitale che rendeva nota la mancata approvazione del bilancio, si era vista costretta a prorogare la scadenza per la presentazione delle offerte per la fornitura dei 700 bus dal 15 al 31 luglio. Nei giorni successivi, tra “dimissionamenti” dell’assessore Improta e dell’intero Cda di Atac, salvo poi dover fare un’imbarazzante marcia indietro perché con il Cda decaduto sarebbe stato impossibile tentare di salvare l’azienda approvando in ritardo il bilancio, nessuno a via Prenestina scommetteva su un esito positivo della gara. Troppa confusione intorno all’azienda, troppi stracci che volavano, troppi panni sporchi lavati in pubblico da un sindaco dalle reazioni sempre più isteriche per prendersi il rischio di una fornitura da almeno 20 milioni di euro che rischiava di rimanere insoluta sui piazzali aziendali. E infatti oggi pomeriggio, a poco meno di 24 ore dalla scadenza dei termini per il deposito delle buste, dai corridoi di via Prenestina (dai quali non era uscita nessuna smentita alla notizia pubblicata sul Tempo che la gara sarebbe andata deserta) è rimbalzata la voce che si stava varando il “piano b”. Un’ulteriore proroga a una data ancora da definire, sicuramente dopo le ferie e in tempi più tranquilli. Oppure un nuovo bando da lanciare dopo l’approvazione del piano di salvataggio di Atac, ripartendo da zero. Comunque vadano le cose, un dato è certo: ormai per l’inizio del Giubileo non potrà arrivare nessun autobus. Infatti, ipotizzando nella migliore delle ipotesi una proroga a fine settembre, se anche ci fossero offerte, la gara non verrebbe aggiudicata prima di fine ottobre, con firma dei contratti a novembre e consegna dei primi due-tre esemplari di pre-produzione, necessari a consentire la verifica da parte di Atac della conformità alle specifiche del capitolato, tra dicembre e gennaio. Insomma, bene che vada, i primi autobus nuovi potrebbero entrare in servizio a metà del Giubileo. Mentre Marino ha dato l’ennesima dimostrazione di non avere il controllo della situazione.

François de Quengo de Tonquédec

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