Roma

Areadem, D’Alessandro: “Le primarie impongono un cambio di passo”

“Venti anni dopo l’insediamento della giunta Rutelli, ancora una volta Roma deve ripartire da una brutta crisi – molti ricordano la Roma depressa di tangentopoli – una crisi diversa da quella di allora, ma forse più grave. I cinque anni del centro destra sono stati un fallimento e gli elettori lo hanno confermato. Per la prima volta un sindaco (Alemanno) viene bocciato dopo il primo mandato. Gli elettori hanno dato fiducia al centro sinistra ma anche un grande segnale di rabbia e delusione – ricordiamo che hanno votato meno del 50% degli elettori. La città è stremata”. Lo dichiara in una nota Giancarlo D’Alessandro, coordinatore romano di AreaDem, a margine della riflessione sui venti anni dall’insediamento della giunta Rutelli che ricorrono domani.
“C’è bisogno di una politica che affronti con vigore l’emergenza economica. Il Comune di Roma deve convogliare ogni risorsa propria e degli altri livelli istituzionali per rispondere al problema drammatico dell’occupazione. Deve adoperarsi per attivare risorse private nei progetti di trasformazione urbana. Deve utilizzare in collaborazione con la Regione le risorse europee per una vera politica attiva del lavoro. Sarebbe sbagliato nascondersi il fatto che le aspettative suscitate con la vittoria di Ignazio Marino ancora non hanno trovato un avvio di risposta.
Risolto il bilancio 2013, bisogna concentrarsi (con spirito di dialogo e apertura verso chi ha a cuore il destino della città) nell’azione di governo in modo più concreto di quanto finora si è riusciti a fare.
Le recenti Primarie ed il voto straordinario a Matteo Renzi , anche nella città, esprimono innanzi tutto una grande voglia di cambiamento ed insieme un inaspettato e positivo desiderio di partecipazione.
Il PD Romano e il governo capitolino, ognuno per la sua parte, debbono saper cogliere questa spinta positiva quale primo passo per riconquistare al dialogo e alla partecipazione quelle centinaia di migliaia di romani ancora sfiduciati, anche perché molti soffrono sulla propria pelle i morsi della crisi. Occorre sapere trasmettere l’idea che si lavora per l’interesse generale – conclude D’Alessandro – una visione dello sviluppo di Roma nella quale ognuno possa riconoscere anche una speranza per sé altrimenti disgregazione, disperazione ed egoismi sociali saranno le paludi nelle quali politica ed amministrazione torneranno ad impantanarsi”.

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