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ANAS, finisce l’era di Ciucci. Alla guida arriva Gianni Armani. Nel CDA anche Cristiana Alicata

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Cambiamento epocale all’ANAS. Dopo nove anni di presidenza Ciucci, il comando dell’azienda pubblica passa a Gianni Armani. La nomina del neo presidente e amministratore delegato è arrivata velocemente, nel giorno delle dimissioni formali di Pietro Ciucci, all’assemblea che ha approvato il Bilancio 2014 che ha registrato un utile di 17,6 milioni di euro, in significativo miglioramento rispetto al bilancio 2013. Poche ore prima era stato il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, al termine del Cdm. ad assicurare che le nuove nomine dell’Anas non avrebbero subito ritardi “nessun rinvio, le faremo oggi o al massimo domani” aveva detto. Il nome di Armani, amministratore delegato di Terna Rete Italia, era circolato con insistenza nei giorni scorsi. Ingegnere, sposato con due figli Gianni Vittorio Armani ha 48 anni. Dal 2005 è in a Terna, prima come direttore Operations Italia, successivamente come amministratore delegato di Terna Rete Italia, società del Gruppo che si occupa dell’esercizio, della manutenzione e dello sviluppo della rete elettrica di trasmissione nazionale. Al suo fianco due donne, Cristiana Alicata, ingegnere, 39 anni, laureata in Ingegneria Meccanica all’Università di Roma ”La Sapienza”, è responsabile della sede di Napoli della Fca Center Italia Spa e ha ricoperto vari incarichi nel gruppo Fiat. Francesca Moraci, architetto, 59 anni, è professore ordinario di urbanistica presso la Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, è componente fra l’altro del Comitato di Esperti preposto all’elaborazione del piano strategico nazionale della portualità e della logistica. Il nuovo cda è stato per il triennio 2015-2017.

E oggi è stato il giorno dell’addio del presidente uscente all’Ente nazionale per le strade, con le dimissioni rassegnate ufficialmente all’Assemblea degli azionisti e una lettera ai dipendenti. “L’Anas che lascio è diventata, grazie al lavoro e al contributo di tutti voi, un’azienda moderna, con una serie articolata di società partecipate, operanti in Italia e all’estero; i conti in ordine e un bilancio risanato e sostenibile, che si chiude in utile dal 2008 e lo scorso anno si è aggiudicato per la prima volta l’Oscar della trasparenza” ha scritto Ciucci, rivolgendosi al personale dell’Anas elencando i risultati raggiunti nei nove anni di presidenza. “Importanti risultati ottenuti in questi anni, che a mio avviso – ha continuato il manager – non possono essere oscurati dalla congiuntura degli ultimi mesi, che ha visto concentrarsi nel lasso di poco tempo alcuni episodi negativi, in larga misura dovuti alla vetustà della nostra rete, caratterizzata dalla presenza di 11 mila viadotti e 2 mila gallerie quasi tutti costruiti 40-50 anni fa, nonché a motivi esterni come il dissesto idrogeologico e l’imperizia di alcune imprese. Eventi negativi per i quali l’Anas si è comunque assunta le proprie responsabilità ma che sono stati amplificati a dismisura dai media”. Considerazioni amare a cui si sono aggiunte alcune note malinconiche con la consapevolezza che “un ciclo si è chiuso. Già da qualche tempo avevo in animo di rimettere l’incarico, – ha spiegato Ciucci – avendo concluso la missione affidatami e avvertendo l’opportunità di un ricambio al vertice dopo un lungo periodo di impegno”. Il messaggio finale è un augurio ai dipendenti: ”Sono certo che il nuovo management che verrà designato dall’Assemblea degli Azionisti apprezzerà le vostre professionalità e saprà ulteriormente valorizzarle”.

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